Descrizione
Il corso “Architettura del Teatro: dal Classico al Contemporaneo” propone un percorso sull’evoluzione dell’architettura teatrale. Analizza il teatro come luogo simbolico, tipologico e urbano, capace di mettere in relazione spazio, scena, città e tempo. Confronta esperienze storicamente lontane ma concettualmente connesse. Indaga come il teatro si sia trasformato da dispositivo architettonico fondato su regole classiche a strumento espressivo complesso, in cui memoria, contesto ed esperienza dello spettatore assumono un ruolo centrale.
La prima parte è dedicata alla codificazione rinascimentale del teatro classico, basata sul pensiero vitruviano e reinterpretata da Andrea Palladio e Vincenzo Scamozzi. In particolare, il corso analizza il Teatro Olimpico di Vicenza, opera emblematica di Palladio, come sintesi della cultura rinascimentale. Il teatro coperto rielabora lo schema del teatro romano adattandolo a un edificio esistente. La geometria, il linguaggio classico e l’illusionismo prospettico concorrono a creare uno spazio scenico di straordinaria coerenza formale, considerato uno dei massimi esempi di continuità con l’antichità.
A questo modello si contrappone il Teatro del Mondo di Aldo Rossi, realizzato per la Biennale di Venezia del 1980. Architettura effimera e galleggiante, il teatro di Rossi rappresenta una rilettura postmoderna del tema teatrale. Attraverso il citazionismo e il richiamo alla memoria storica, quest’opera dialoga con la città senza imitarne le forme. Qui il teatro non è solo contenitore dello spettacolo, ma diventa esso stesso evento e racconto, espressione di un’architettura simbolica e narrativa.
Il corso prosegue con l’analisi del Teatro all’Antica di Sabbioneta, progettato da Scamozzi tra il 1588 e il 1590. È il primo esempio europeo di teatro concepito come edificio autonomo e parte integrante del disegno urbano della città ideale voluta da Vespasiano Gonzaga. Il confronto tra il teatro di Sabbioneta e il Teatro Olimpico consente di approfondire il rapporto tra teoria vitruviana, interpretazioni rinascimentali e innovazioni spaziali, evidenziando il passaggio dal teatro classico al teatro moderno attraverso elementi come cavea, proscenio, scenografia prospettica e soluzioni acustiche.
L’ultima parte amplia lo sguardo al Novecento e al contemporaneo, analizzando casi studio di architetture teatrali di Shigeru Ban, Barozzi e Veiga e Renzo Piano. Dai teatri temporanei e smontabili di Ban, alle architetture monolitiche di Barozzi e Veiga, fino alle più recenti sperimentazioni di Piano sul rapporto tra acqua, luce e materia, il corso approfondisce il tema delle atmosfere come dimensione sensoriale ed emotiva dello spazio architettonico, offrendo una lettura trasversale del teatro come luogo tecnico, simbolico e poetico dell’architettura.

