Descrizione
Il corso “L’architettura di Aldo Rossi” propone una lettura critica dell’Autobiografia scientifica, uno dei testi fondamentali per comprendere il pensiero e la ricerca progettuale di Aldo Rossi e, più in generale, la riflessione architettonica della seconda metà del Novecento.
Il percorso analizza l’autobiografia come una forma di progetto, nella quale esperienza personale e riflessione disciplinare si intrecciano attraverso parola, pensiero, immagini e disegni. La narrazione autobiografica diventa così uno strumento per ricostruire il sistema di riferimenti attraverso cui Rossi interpreta l’architettura, i luoghi e il trascorrere del tempo.
Una prima parte approfondisce forme, problemi e modelli dell’autobiografia, soffermandosi sulla legittimazione del discorso autobiografico e sul rapporto tra Rossi e la letteratura. L’analisi affronta inoltre il ruolo della scrittura e i riferimenti a Dante e Max Planck, fino a considerare l’Autobiografia scientifica come una macchina della memoria, costruita attraverso strutture, intrecci, luoghi, tempi e confini. Il riferimento all’autobiografia di Planck costituisce infatti uno dei punti di partenza dichiarati dallo stesso Rossi.
Il corso esamina quindi il rapporto tra scrittura e progetto, mettendo a confronto autobiografia scritta e autobiografia disegnata. Il segno assume un ruolo centrale nella ricerca di Rossi, fino a rendere meno netto il confine tra scrittura e disegno. L’osservazione diventa a sua volta uno strumento di conoscenza: ciò che viene guardato e vissuto entra nella memoria, si trasforma e ritorna nel progetto.
In questo percorso trova spazio anche il teatro, inteso come luogo della memoria, della rappresentazione e della ripetizione. Il Teatrino scientifico e il Teatro del Mondo permettono di approfondire il rapporto tra esperienza autobiografica, immaginazione, luogo e costruzione architettonica.
La parte conclusiva approfondisce i concetti di memoria, analogia e permanenza, attraverso i quali esperienze, immagini, luoghi e architetture entrano in relazione e assumono nuovi significati. L’analogia emerge dall’intreccio tra tempo e spazio e diventa una delle chiavi per interpretare il processo progettuale di Aldo Rossi.

